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mercoledì 11 luglio 2018

Strambaricordi rivissuti attraverso i miei figli

Lo so a volte divento ripetitiva. So anche che ormai mi considerate bipolare perchè passo dallo shopping compulsivo al riciclo di ogni cosa che trovo.

Penso di essere nata così. Bipolare dico. Potrei dare la colpa al mio segno zodiacale, i Gemelli, ma in realtà credo che sia proprio una mia caratteristica.

Sono un'assoluta promotrice delle novità e del futuro ma altrettanto amo i miei ricordi e tutto ciò che di bello ci si porta dal passato. Amo la storia. Spero con l'inizio dell'asilo di Alessia di poter mettermi a ristudiarla perchè è sempre stata la mia passione. 

Far vivere insieme il presente e il passato non è proprio semplice. Tanti mi hanno chiesto come posso amare il riciclo e il fai da te e allo stesso tempo partecipare a promozioni e concorsi con marchi che del passato e del "fatto in casa" non hanno niente a che fare.

Avrei un profilo più congruo molto probabilmente se mi autoproducessi i detersivi, se comprassi solo giocattoli in legno, se cucissi io i miei vestiti e quelli dei miei figli, se avessi un orto e così via.

Ma questa non sarei io. Io amo mettermi davanti alla mia macchina da cucire e creare da un paio di vecchi pantaloni un pupazzo o una borsetta per i miei bambini. Ma altrettanto amo entrare in un negozio e comprarli i pantaloni.

Non comprerò mai un paio di pantaloni con prezzi esorbitanti ma non perchè io sia tirchia semplicemente perchè preferisco comprare più cose ad una cifra più bassa.

Vi sarete chiesti come posso dire di essere contro il consumismo se poi compro come una forsennata? ve lo spiego subito. 

Quando io compro qualcosa. Qualsiasi cosa. Lo faccio solo se questo ha un prezzo per me adeguato. Altrimenti per quanto mi riguarda resta li. Quando compro quella cosa io vedo già tutta la sua vita davanti ai miei occhi. So che quel paio di pantaloni presi per mio figlio a 5 euro in saldo gli faranno passare l'inverno e quando avrà finito di usarli non avranno terminato il loro ciclo ma:

- se in ottime condizioni potranno essere rivenduti o scambiati e ricominciare il loro ciclo vitale.
- se rovinati saranno da me smontanti e daranno vita a giocatolli o accessori che potranno rendere felice qualcuno (di solito i miei figli e poi successivamente il cane)

Questo per me significa essere contro il consumismo. Il comprare, buttare e sostituire così come se quella cosa non avesse valore per me è inconcepibile. 

Io stessa compro spesso i vestiti dei miei figli ai mercatini dell'usato o direttamente dalle mamme che ormai sono diventate amiche. 

Tanti mi hanno accusato di far girare poco l'economia. Altri di essere una spendacciona. Le due cose ovviamente non sono abbinabili insieme. 

Io mi considero una persona attenta al mio consumo. Che lo fa in modo intelligente. Spendo comunque (e lo vedete dai mille post che metto) ma spendo come e dove dico io. 

I miei figli sono, ovviamente, il mio riflesso.

Guardano la tv e chiedono quasi tutto quello che vedono. I nonni spesso li accontentato (i primi nipoti) a volte li accontentiamo noi, a volte non li accontenta nessuno. Un pò come tutti i bambini.

Hanno davvero tanti giocattoli. Alcuni sono stati fatti da me, alcuni sono pedagogicamente adatti, altri sono plasticotti alla moda. Eppure. Eppure vedo nei miei figli quello di cui vi spiegavo sopra.

Amano stare all'aria aperta nonostante:

-  in casa nostra siano nati con la WII già presente
-  la nintendo DS regalata l'anno scorso 
- nonostante i cellullari ovunque 
- nonostante desiderino la Nintento Switch come se fosse indispensabile a respirare.

Nicholas è un tutt'uno con la natura (non ha preso sicuramente da me) dategli un pezzo di terra e una zappa e non rientrerà in casa finchè non sarà buio.

Alessia più signorina e delicata fa parlare le forchette. Non sto scherzando. Noi vediamo scene di vita quotidiana attraverso la famiglia "forchetten".

Mi hanno accusata spesso di dare troppe cose ai miei figli. In realtà spesso le cose piacciono a me. Sono un'eterna bambina. Mi hanno accusata di esagerare a Santa Lucia. E a volte mi sono chiesta se davvero stessi sbagliando qualcosa.

Ho un brutto vizio. Osservo i miei figli tantissimo. Perchè attraverso loro riesco ad essere autocritica verso me stessa. Non sono figli perfetti, vengono da me, non lo potrebbero essere. Ma nei loro giochi. Nei loro gesti. Nelle loro domande rivedo me bambina.

Non vedo differenza tra questi bambini qui sotto e me stessa alla loro età. Anzi si la differenza c'è.

Io mi costruivo casette con tavoli e sedie desiderando ardentemente quelle bellissime che si vedevano alla tv. Quanto mi sarebbe piaciuto averne una.

Loro giocano con casette fittizie, create con tovaglie e sedie NONOSTANTE quella casetta ce l'abbiano da tanto tempo. 

Mi sa che hanno vinto loro.


Come potete vedere le foto sono state scattate nel periodo Natalizio. I bambini erano invasi da giocattoli e regali sia di Santa Lucia che di Natale. Eppure. Eppure eccoli qui.
Se avessi messo la foto in bianco e nero e avessi tolto quel seggiolone super moderno, la tv a led e la balance board avrei potuto confondere la foto e pensare di essere io con i miei cugini durante i pranzi delle festività.


Sono sempre più convinta che l'innovazione non escluda il passato. Ma che insieme possano convivere benissimo. 

Insegniamo ai nostri figli a guardare le cose con i nostri occhi da bambini e lasciamoci guidare da loro per vedere attraverso i loro occhi di bambini dei nostri tempi. Il mix che ne uscirà vi sorprenderà non poco.


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